La signora era seduta davanti a me con un’aria rassegnata, ma si capiva che avrebbe fatto di tutto per ottenere quanto le spettava dall’uomo che le aveva rovinato la vita e l’azienda. Il volto era segnato da questa dura prova, ma lo sguardo era fiero come quello di una leonessa ferita. “Come possiamo fare avvocato?” mi chiese. Tra me e me pensavo: se solo potessi avere in mano qualche elemento che induca il marito a venire a patti… Ma come?

IL CASO:

Un importante studio legale specializzato nel diritto di famiglia ci chiama per supportare la cliente nella contrattazione delle condizioni per il divorzio con il marito. Si sa che l’uomo è già uscito di casa da qualche mese, vive in una certa agiatezza, anche se non se ne conosce la fonte.

LA RISOLUZIONE:

Dopo un’impegnativa indagine vengono segnalate proprietà immobiliari e partecipazioni in aziende, tra cui alcune fittiziamente intestate ad una giovane avvenente. Inoltre si dimostra che, con una attività di cui nulla si sapeva, vengono distratti clienti all’azienda della moglie. Grazie a queste informazioni, la trattativa si sblocca e lo studio ottiene in breve tempo dall’uomo il consenso a tutte le richieste della moglie.

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